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Barriere linguistiche e scompenso cardiaco

I fattori sociali giocano un ruolo determinante nella gestione integrata dello scompenso cardiaco. Più in dettaglio, le barriere linguistiche rappresentano un ostacolo abbastanza evidente ma sottovalutato in termini correttivi.
In linea generale, le barriere linguistiche posso essere attribuibili per lo più a differenza di idioma (sia del paziente che del medico), ma anche alla scarsa comprensione dei colloqui per scarsa scolarizzazione e con abitudine da parte del paziente all’utilizzo di espressioni dialettali.
Tutti gli statements delle Società Nazionali, ANMCO in testa nel 2006, (1) hanno stigmatizzato questo pericolo e fornito indirizzi per la correzione del problema.
Tuttavia, la presenza di facilitatori negli ospedali è confinata solo alle strutture più ricettive, nonostante il fenomeno della globalizzazione colpisca in maniera uniforme tutto il territorio nazionale per molti motivi tra i quali spicca la disponibilità di alloggi a basso prezzo. Capita quindi di avere, rispetto alla densità abitativa, una popolazione eterogenea in Provincia molto simile a quella delle grandi città.
Nello specifico, nell’ambulatorio dove io lavoro, situato in un Ospedale che definirei di Comunità in una zona rurale, il bacino di utenza è variegato ed è composto (valutazione personale qualitativa) da pazienti con una comprensione dell’italiano (sia riferibile agli aspetti di malattia che della vita vissuta) a volte difficoltosa, prevalentemente italiani ma anche stranieri (direi circa 2%).
La nostra struttura mette in atto un counseling infermieristico al termine della visita ambulatoriale per tutti i pazienti con specifico interesse al problema della barriera linguistica.
Detto questo e descritto quindi lo scenario personale rispetto a quello delle grandi città, dal punto di vista medico ci sono delle considerazioni da fare:

  1. E’ possibile generalizzare il contesto dei trials anche in questo scenario socio-culturale?
  2. A che punto siamo negli interventi correttivi?

Lo studio multicentrico europeo PREDICT (Increasing the PaRticipation of the ElDerly In Clinical Trials), (2, 3) i cui primi risultati sono stati pubblicati nel 2011, è stato condotto in 8 paesi europei ed in Israele, con l’obiettivo di aggiornare i dati sulla partecipazione degli anziani ai trial randomizzati, di comprendere le motivazioni della eventuale, persistente esclusione, e di fornire possibili soluzioni. In particolare, un gruppo di lavoro all’interno del progetto ha voluto verificare se i trial tuttora in corso sullo scompenso cardiaco cronico avessero recepito la raccomandazione sul desiderabile aumento dell’inclusione di pazienti anziani, che in effetti rappresentano la vita reale della nostra professione.
Tra i criteri di esclusione, si è notato un 2% per problemi linguistici o “sensoriali”, come da tabella presa da Marchionni et al (4). In effetti i motivi sensoriali rappresentano una evidente difficoltà “linguistica”, ma scarsamente robusti per l’esclusione dai trials.

Figura 1

Criteri valutati nello studio PREDICT

Per quanto riguarda il secondo punto, interessante è sembrata invece la meta-sintesi di Siabani et al (5) (per la definizione di meta-sintesi fate riferimento qui), molto completa, ma che purtroppo lascia immutato il desolato panorama sul da farsi nel trattamento integrato dello scompenso cardiaco. Peraltro, nella valutazione delle barriere linguistiche, si identifica solo uno studio che abbia previsto un intervento specifico in tal senso (6) (Figura 2).

Figura 2

Correttivi per le barriere linguistiche

Il problema della barriera linguistica valutato negli USA può avere connotati diversi rispetto al nostro paese a causa di un impatto forse maggiore in termini numerici, tuttavia il fenomeno italiano non va sottovalutato. Sembra che il progetto della gestione integrata abbia delle realizzazioni per lo più in Nord Italia, con un esempio che può essere trovato qui, in maniera strutturata e senza che l’infermiere (con compiti assistenziali specifici) si debba trasformare in un facilitatore per motivi di contingenza economica.
Sotto un altro versante, la barriera linguistica si concretizza quando l’idioma del medico è diverso rispetto alla sua zona di operazione. La Comunità Europea ha sanzionato le nazioni che ponessero esami di restrizione sul lavoro basati sulla proprietà di linguaggio: questo ha portato ad un flusso migratorio medico con conseguenze spesso deleterie (http://www.dailymail.co.uk/news/article-1264329/Doctors-deadly-language-barrier-Failure-ensure-GPs-speak-English-properly-cost-lives-MPs-told.html) che in effetti possiamo giornalmente riconoscere nel leggere referti o lettere di dimissione di nostri colleghi stranieri in Italia. Il problema sussiste e va affrontato in maniera serena.
Concludendo, l’unico modo che rende la cura efficace è che venga compresa, condivisa e proseguita nel tempo. Banalità, ma di difficile attuazione.

Bibliografia

  1. Consensus Conference. Il percorso assistenziale del paziente con scompenso cardiaco. G Ital Cardiol. 2006;7(6):387–432.
  2. Cherubini A, Oristrell J, Pla X, Ruggiero C, Ferretti R, Diestre G, Clarfield AM, Crome P, Hertogh C, Lesauskaite V, Prada G, Szczerbinska K, Topinkova E, Sinclair-Cohen J, Edbrooke D, Mills GH. The persistent exclusion of older patients from ongoing clinical trials regarding heart failure. Arch Intern Med. Mar 2011;171(6):550-6. 21444844 
  3. Crome P, Lally F, Cherubini A, Oristrell J, Beswick AD, Clarfield AM, Hertogh C, Lesauskaite V, Prada GI, Szczerbi?ska K, Topinkova E, Sinclair-Cohen J, Edbrooke D, Mills G. Exclusion of older people from clinical trials: professional views from nine European countries participating in the PREDICT study. Drugs Aging. Aug 2011;28(8):667-77. 21812501
  4. Marchionni N, Orso F, Cherubini A. Evidence-based versus evidence-biased medicine. G Ital Cardiol. 2013;14 (3 Suppl 1):26S-30S.
  5. Siabani S, Leeder SR, Davidson PM. Barriers and facilitators to self-care in chronic heart failure: a meta-synthesis of qualitative studies. Springerplus. 2013;2:320. 23961394 PMC3727080
  6. Rucker-Whitaker C, Flynn KJ, Kravitz G, Eaton C, Calvin JE, Powell LH. Understanding African-American participation in a behavioral intervention: results from focus groups. Contemporary Clinical Trials. 2006;27(3):274–286.

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